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#Didiario2019

Oggi si è (quasi) chiusa la nuova edizione di #didiario2019.

E ancora una volta ci troviamo a raccontare di entusiasmanti incontri con gli autori: bambini, ragazzi ed insegnanti emozionati per aver potuto incontrare dal vivo chi li ha accompagnati in viaggi attraverso le pagine dei libri.

Storie divertenti o tristi e forti.

Io quest’anno non ho potuto partecipare agli incontri con gli autori e sono davvero dispiaciuta per essermi persa nuovi incontri con persone speciali che so essere capaci di trasmettere tanto, appassionate del proprio lavoro e che fanno della scrittura e delle storie la propria vita.

Più scrivo e mi più mi rendo conto, però, di quanto faccia fatica, soprattutto oggi, a raccontare solo il bello di quello che facciamo.

E’ oggi infatti che voglio fare alcune riflessioni, mio malgrado, su quello che è successo e sta succedendo.

Oggi che al Circolo Everest abbiamo assistito ad uno spettacolo emozionante e struggente.

Oggi che Alessia Canducci, con la sua lettura ed interpretazione di Mary e il mostro, ancora una volta meravigliosa, ci ha tenuti immobili inchiodati alle poltroncine dello spazio di Industria Scenica, ad assistere, trattenendo il fiato, al reading della storia di questa donna e della sua vita, tra le onde, il dolore, la follia in un crescendo di musica e parole che però a parole è difficile trasmettere.

Eravamo in quindici, libraie comprese.

Ed è questo ciò che mi fa male. Pensare e dover prendere coscienza del fatto che, purtroppo, la passione e le energie che mettiamo nel nostro lavoro quotidiano, non sono evidentemente sufficienti per cambiare il mondo e neanche, nel nostro piccolo, la piccola sua porzione che è il territorio in cui siamo e lavoriamo.

Lo spettacolo di oggi era gratuito. Nel senso che era offerto dalla Libreria Librambini, che in questo progetto della rassegna letteraria crede fermamente da anni e che porta avanti l’iniziativa con grandi dispendi di energia e, perché non dirlo, di soldi.

Non è bastato. Come non è bastato pubblicizzarlo, postarlo sui social, sui gruppi, mandare inviti, averne parlato con le insegnanti incontrate in questi giorni nelle scuole.

Non è bastato.

E quello che più mi fa male è sapere che come per i pochi che c’erano, anche per chi avrebbe potuto assistere, sarebbe stata un’esperienza forte, difficilmente dimenticabile, per ragazzi e adulti.

Ora vado a dormire. Domani abbiamo un altro spettacolo, per i più piccoli. E dobbiamo anche premiare i vincitori dei nostri concorsi letterari, quindi devo essere in forma e piena di pensieri positivi.

“I miei sogni mi appartenevano; non dovevo renderne conto a nessuno; erano il mio rifugio quando ero irritata – il mio più grande piacere quando ero libera.”

(Mary Shelley)

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