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“Leggere insieme…ancora” con le streghe…

Giovedì sera il terzo incontro del gruppo Milano-Vimodrone che ha incontrato le streghe.
Marina, Lara, Ilaria, Maia, (io) e nonna Fanny, che…udite udite…abbiamo scoperto avere nome di battesimo Epifania. Meglio di così…
Ecco per voi il racconto di Marina, che ringrazio ancora per il favoloso contributo.
 
Sarà che le streghe non ci sono così simpatiche come i lupi, sarà che forse “Streghe non parlan di Streghe”, fatto sta che giovedì sera alla libreria “Librambini” di Vimodrone, senza pentoloni magici ma con una buonissima torta pre-natalizia, la pila di libri da condividere era un po’ più bassa del solito.
Per affrontare un tema un po’ spiazzante, quello di una figura da sempre presente nel mito e nella tradizione europea ma con tante varianti, è stato utile leggere le paginette a lei dedicate nel “Dizionario della Fiaba” di Teresa Buongiorno.
E’ emersa subito una figura terrificante, quella che prende origine dal termine Strix, uccello notturno di cattivo auspicio che si nutriva di sangue e carne umana e che evolve poi nella figura della Strega, creatura soprannaturale a metà fra l’uccello rapace avido del sangue dei neonati e la donna malefica capace di assumerne la forma al calar del sole.
Davvero raccapricciante.
Per esorcizzare questa figura molto dark, abbiamo scoperto che nella letteratura d’infanzia contemporanea, la strega viene smitizzata e così come il lupo dei bimbi moderni diventa mansueto, così la figura della strega diventa buona, buffa  e pure pasticciona.
Abbiamo allora conosciuto “La Strega Rossella” di Julia Donaldson. Tra rime baciate e personaggi che aiutano la strega distratta a ritrovare accessori perduti durante i suoi voli, si scopre il valore dell’amicizia e della condivisione.
Abbiamo anche riso con la Strega Sgranocchia ne “Una zuppa al cento per cento stregadi Le Huche Magali, un inno ai sani ingredienti in una fiaba moderna che capovolge i cliché delle favole. Dagli orti dei noti Cappuccetto Rosso, Orco e Pollicino la Strega Sgranocchia ruba ingredienti d.o.c. (a kilometro zero e sicuramente bio!) che trasformeranno la zuppa in un piatto succulento, capace di trasformare la realtà al punto che il Principe Azzurro vedrà nella strega l’affascinante donna della sua vita.
Non troppo convinte però di questo eccessivo buonismo che a volte spiazza facendo perdere l’importanza di ruoli decisi di riferimento nel mondo bambino, siamo ritornate sui classici, leggendo qualche pagina di una delle versioni delle fiabe che vedono protagoniste la Baba Jaga, una vecchia strega della tradizione slava che vive in una capanna sopraelevata appoggiata su due zampe di gallina.
Nella fiaba “Le oche-cigno” vengono narrate le imprese di due fratellini per sfuggire alla Baba-Jaga e alle sue oche-cigno, aiutanti pennuti al servizio della strega. Atmosfere più cupe che trasmettono però altri valori fondamentali e universali, quelli della casa, della famiglia e dell’importanza di un luogo sicuro.
Luogo sicuro che sembra svanire invece per la piccola Anna per la quale, dovendo convivere con una “strega interiore”, qualsiasi posto o situazione possono da un momento all’altro deformarsi e incutere paura o profonda insicurezza.
Non è detto infatti che le streghe debbano per forza vivere in antri oscuri o in case in mezzo al bosco. Ne “La Strega dentro di me” , primo libro di Giovanna Calvino, si dà voce a una strega impertinente che abita dentro una bambina, e che invece di dedicarsi a intrugli e pozioni si impunta a metterle mille paure. E’ una strega tecnologica e pestifera ma che per fortuna ha un punto debole… sarà la sua golosità o la volontà di Anna di raccontarsi e di affrontare le sue paure a renderla piccina piccina fino a farla scomparire?
Un libro che ci è piaciuto e che ci ha fatto riflettere un po’ fino a prendere coscienza del fatto che i mostri che ci fanno paura e le voci che sentiamo nella testa non sono altro che i nostri pensieri, ma basta poco perché diventino belli.

Dopo tante parole, ecco che è saltato fuori un libro che di parole non ne ha proprio bisogno, un silent book che attraverso le illustrazioni comunica più di mille parole. Un libro che va oltre.

Oltre l’Albero” di Mandana Salatha riscosso talmente successo che è impossibile non darne un’idea più precisa. Impossibile non cercare di condividerne l’emozione.
E’ un libro che sembra fatto di poco. Ma a volte i messaggi più belli non hanno proprio bisogno di nulla di più.
Poche pagine, poche parole (ebbene si, si scopre che 3 ce ne sono, ma che parole…)
Poche linee per tratteggiare un bosco. E poi un albero ai piedi di una collina. E poi la collina. E poi una casetta in cima alla collina.
Con una finestra illuminata. Di giallo. E il giallo è il primo colore che compare, in una storia in cui anche la bambina protagonista è disegnata con pochissimi tratti in bianco e nero.
Pochi tratti per rappresentare la spensieratezza e la curiosità di chi si alza in punta di piedi per sbirciare attraverso la finestra.
E allora compare Lei, una vecchina (una Strega?!) che occupa inaspettatamente e coloratamente due pagine. Naso adunco, schiena curva, mani dalle dita nodose e dalle lunghe unghie bianche… colori accesi e cupi. Una tavola che da sola può essere un’opera d’arte. Immensamente contrastante con le pagine precedenti, così esili e stilizzate. Fermo immagine. Fiato sospeso.
E poi si gira pagina. Ritorna lo stile minimale. Ed è corsa in discesa con i sottili cappelli al vento. E sembra di sentire un urlo sordo lungo la linea nera che porta fino all’albero dietro cui la piccola protagonista si nasconde.
E poi la luce gialla si spegne. Con il suo occhio spalancato, la sagoma nascosta da una lunga tunica nera,  la strega scende cupa lungo il fianco della collina, lentamente, verso la bambina dai capelli tremanti.
Immagine potente, che fa presagire un finale tetro.
Nell’immobilità, ci si aspetta l’azione successiva. Ineluttabile.
Ma si volta la pagina e la vecchina è improvvisamente sdraiata con la gobba appoggiata dalla parte dell’albero opposta alla bambina ,che si alza e non sa se scappare. Gli occhi della strega sono chiusi, forse è il momento buono per andarsene ma….
Gli occhi della Strega si aprono, la bocca si socchiude e…
Meraviglia. Dalle labbra sottili esce l’unica frase del libro: “C’era una volta”..un sospiro appena sussurrato, perfettamente reso nella grafica obliqua. Un incipit potente che trasforma la paura in attesa . E, piano, inizia così una storia nella storia.
E allora  torna il colore che si materializza in un drago paffuto, dettagliatissimo, giocoso e pacioso. Ecco che la bambina si fa stupore. Ecco che la coda del drago si fa scaletta. Ecco che la paura si è definitivamente trasformata in gioia e festa.

La Strega, apparentemente addormentata, arretra nella scena e quasi scompare, come ogni vero narratore sa fare fino a quando…
Fino a quando la storia  finisce e viene risucchiata tra le labbra della vecchina-cantastorie. La bambina è felice e saluta con un sorriso il compagno di avventure.
E si gira la pagina. Ed è l’ultima pagina.

La bambina e la vecchina sono sedute una accanto all’altra nel paesaggio immutato iniziale, entrambe appoggiate al tronco dell’albero, testimone silenzioso dell’accaduto.
La scena torna in bianco e nero. Ma nulla è più uguale a prima: un leggero rossore compare sulle guance dei due personaggi.  I loro sguardi, fino a quel momento chiusi o spalancati e comunque sfuggenti, si incrociano e si sorridono.
Il muro della Paura è caduto.
Tra le pagine delicate e intense, così vuote e cosi piene, la Strega si è fatta  rappresentazione ancestrale della Paura, della Diffidenza e della Differenza.
E il Racconto, la Narrazione, si sono trasformati nel mezzo potente per andare oltre, per sconfiggere in modo creativo e costruttivo barriere e stereotipi.
Non si può negare. Ci siamo tutte innamorate di questa piccola e potente storia, che non ha avuto bisogno di pozioni ripugnanti né di formule magiche per salire al top della classifica della serata.
Ci piace allora l’idea di considerarla una bella  anticipazione del prossimo incontro, dove i Silent Book saranno gli indiscussi protagonisti. Nell’atmosfera pre-natalizia, saranno il giusto ingrediente per portare Poesia e Meraviglia!

Ci vediamo il prossimo 11 dicembre, sempre alle 21,00.

 

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Ci sono giorni…

Ci sono giorni che non ti aspetti, giorni in cui un po’ di ansia ti prende. A me è capitato sabato scorso, giorno in cui avevamo programmato un pomeriggio di festa per i primi tre anni della libreria.
E la mattina, per un po’, ho temuto che non ci sarebbero stati bambini, addirittura che non sarebbe venuto nessuno.
Lo so, col senno di poi, suona un po’ assurdo perché in fondo abbiamo clienti affezionati e che ero certa sarebbero venuti, ma io sono fatta così, mi faccio prendere un po’ dal panico…
E invece in tantissimi hanno festeggiato con noi. E Sonia è stata (ancora una volta) bravissima e intrattenere i nostri piccoli amici ed i loro genitori con la Tombola di Nati per Leggere.
Ci siamo divertiti, in tanti sono andati a casa con un piccolo premio, e tutti con il sorriso.
Ed anche io sono stata felice di vederli soddisfatti, perché la mia avventura continua, giorno dopo giorno ed è bellissimo sentire il calore di tutti questi amici!
Grazie a tutti perché ci siete.
Ecco, l’ho detto.
 

Qui altre foto.

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Leggere insieme…ancora, coi nonni

Ieri sera serata intima, eravamo in cinque, ma ancora una volta con un’ospite speciale, nonna Fanny. Ci piace l’idea che al prossimo incontro potremo averla ancora con noi insieme a Zio Maurizio.
 
Una serata intima, dicevo, perché capita che ci siano inconvenienti dell’ultimo minuto (mariti che fanno tardi al lavoro, raffreddori di stagione, lavatrici d’emergenza da fare) e così ci siamo ritrovate a mangiare una fetta di torta più a testa!
 
Ma ancora una volta i libri erano particolari e ce li siamo gustati tutti, dall’inizio alla fine, letti ad alta voce, mancava solo la luce soffusa e sarebbe stata proprio la lettura della buonanotte.
 
Ho iniziato io, mio malgrado, ancora una volta, per rompere il ghiaccio e, visto il tempo uggioso di questi giorni ho pensato che la cosa migliore fosse partire da “A casa dei nonni” di Arianna Squilloni e Alba Maria Rivera (Donzelli), per dare un po’ di colore a questi giorni. Le illustrazioni hanno subito colpito, già dai risguardi. Poi i dettagli, i cieli cupi, i panni stesi sulle calze. Poi l’estate, i colori vivacissimi, i nonni che sorridono.

 

 
Poi, devo ammetterlo, con un po’ di commozione,  ci siamo godute “Nonni” di Chema Heras e Rosa Osuna edito da Kalandraka, passando ad un’illustrazione semplice, quasi di bambini. E qui mi sono persa a guardare la nonna che sferruzzava mentre il nonno, felice come un bambino arrivava zampettando invitandola a ballare. Più una storia da regalarsi tra nonni, per dirsi parole belle, perché, a volte, anche una sola parola, fa la differenza e capovolge il mondo.

 
Infine non poteva mancare uno dei miei libri preferiti “Indovina chi viene a cena?” di Eva Montanari (Kite Edizioni). Qui i ruoli si capovolgono ed è Nina a leggere e raccontare storie alla nonna, la Signora Olga, che non ci vede, ma sente benissimo. Sente così bene da cogliere ogni minimo rumore che gli insoliti ospiti che ogni sera arrivano con Nina a cena a casa sua, fanno.
Un bellissimo albo con finissime illustrazioni a tecniche miste, che incuriosisce e stimola a scoprire nuove storie, per nutrire corpo e mente.

 
Poi è stata Martina a leggere per noi ad alta voce, ricordando la sua “nonna sprint”, prima vivace, allegra e arzilla proprio come nonno Teodoro di “Sempreverde” (Ilaria Guarducci, Ed. Fatatrac) e poi, più avanti negli anni, un po’ confusionaria, come il nonno di “Sbagliare le storie” (G. Rodari, Emme Edizioni) che confonde Cappuccetto Rosso con Cappuccetto Giallo, incontra giraffe al posto del lupo, si inventa improbabili viaggi in tram per poi tornare a leggere il giornale.

 
La lettura di “Questa sì che è una sorpresa” (Cinquetti Nicola e Ursula Bucher – Ed. Lapis) poi, ci ha portato ad anticipare i tempi, per un attimo abbiamo divagato parlando di come affrontare “certi” temi con i bambini, quando farlo e come. Il tema della morte, nel nostro gruppo, quando sarà, ho come il sospetto che sarà conduttore di una serata molto intensa!

 

 
Pensavamo di concludere con Monia che ci ha letto “Gli angeli dei sentimenti” di Anja Klass (Gribaudo), con la sua simpatica e spensierata nonnina (che ci ha ricordato un po’ la nostra con quello chignon di lunghi capelli grigi), e invece, dopo una fetta di torta… era troppo bello stare insieme e, nessuno lo ha detto, ma avremmo voluto continuare…così Martina ci ha letto “Sciocco Billy” di Anthony Browne (Donzelli), con i suoi pupazzetti scaccia pensieri, augurandoci una serena notte, piena solo di sogni e pensieri belli.

Ci vediamo il 20 novembre, con … le streghe, per Leggere insieme…ancora.
 
PS: Non lo avevo in libreria, ma l’ho consigliato a tutte, Annalilla, ne ho parlato qui.
 
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Leggere insieme…ancora! #leggiamocoilupi

Ieri sera c’è stato il nostro primo incontro di “Leggere insieme…ancora!”.
Io, padrona di casa piuttosto emozionata, sono tornata a casa (davvero tardi) molto felice per il nostro stare insieme. Ma Marina lo ha saputo raccontare meglio di quanto avrei fatto io, quindi ve la passo. Ci vediamo il 16 ottobre, ancora alle 21,00.
 
“Ebbene si. Ieri sera lo abbiamo incontrato.
Noi, mamme, mamme-quasi-bis, libraie entusiaste, educatrici esperte e pure uno zio-naturalista, tutti appassionati lettori, ci siamo dati appuntamento con nientepopodimenoche… il Lupo!
Tra copertine rigide e morbide, tra pagine colorate o monocromatiche, tra libri cartonati o delicati, ne è uscito un incontro tra e sopra le righe, alla scoperta di un personaggio poliedrico, mai scontato.
A passi timorosi, divertenti e divertiti, preparati e stupefatti, ci siamo incamminati per i sentieri noti (ma quanto davvero noti?) di Perrault e dei Fratelli Grimm, ma anche e soprattutto per strade sconosciute: ci siamo addentrati in boschi rassicuranti, ma anche nelle città contemporanee di Munari e di Steven Guarnaccia, in paesaggi a volte buffi, a volte inquietanti come solo Neil Gaiman li può inventare.
 

Ed ecco che, lupus in fabula, il Signor Lupo ha fatto capolino nelle accezioni più svariate: si è presentato come il classico bestione famelico e cattivo, tutto artigli e zanne e muso lungo; si è trasformato in lupetto dolce e gentile dai modi cortesi, avvezzo più alle zuppe di verdure che ai cosciotti di agnello;

si è nascosto impaurito di fronte a una Signorina-Si-Salvi-chi-può o si è ammutolito di fronte a una spavalda Nina-con-ciuccio per ritornare poi tronfio ed arrogante, nella presunzione di essere davvero il più bello e il più forte (ma lo sarà davvero?).
 
 

 
E abbiamo scoperto che se il lupo può perdere il pelo, può anche perdere il vizio e abbandonare velleità mangerecce votandosi, piuttosto, ai valori di collaborazione e fiducia reciproca. O stringendo un’improbabile amicizia con una capretta, in una notte di temporale.
 
E ci siamo divertiti nello scoprire che il lupo non è solo nero, ma può diventare di tanti colori diversi.
Perché ci sono lupi abitudinari BLU’ , lupi anticonformisti RRossi e lupi giaLLi.
Nel mondo coloratissimo della letteratura infantile (ma non solo!), il Leggere insieme…ancora (!) diventa allora un’occasione unica per abbandonare i luoghi comuni, tornare bambini e lasciare che ogni cosa diventi possibile. Anche che un lupo si arrampichi su un albero, su su fino alle stelle per afferrare una minuscola foglia e far felice il suo piccolo amico; che lanci il suo appello disperato da dietro le sbarre del carcere perché la vicenda del “lupo cattivo”, in fondo e ahinoi, è solo una trovata giornalistica …
 
…in un mondo di lupi, a volte dai ruoli ribaltati, speriamo allora che tutti, ma proprio tutti i lupi, possano sopravvivere e continuare a fare capolino nel bel mezzo di sentieri di carta e cartone, regalando paure e sorrisi ma sempre e comunque piccole e grandi emozioni.
(Marina Valota)

Noi (+Cristina dietro l’ipad)

 

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#‎leggiamocoilupi

Abbiate fede, presto riuscirò a postare di nuovo, a raccontarvi di libri, per grandi e piccini, a dirvi della mia vita da libraia, a consigliarvi cose belle.
Solo che adesso è un periodo duro: c’è la scolastica, tasto dolente. E’ per questo che ho poco tempo per scrivere, passo le mie giornate avanti e indietro con libri di testo e davanti alla macchinetta colibrì.
Il poco tempo che resta lo dedico agli ordini, a sistemare ed a programmare, per accogliervi sempre al meglio con tante novità! E la sera crollo (naturalmente con un libro tra le mani).
Stasera però sono qui per invitarvi a partecipare giovedì 18 settembre, la sera alle ore 21,00, ad un incontro per amanti di libri per bambini. Ci concederemo una serata speciale, senza i nostri adorati cuccioli, per parlare di lupi.
Ecco il perchè delle nostre vetrine “lupose”.
L’incontro è libero e gratuito, ma siccome già abbiamo parecchie adesioni dovreste telefonarci per confermare la vostra partecipazione.

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Festival Mare di Libri 2014

Eccomi rientrata dopo due giorni al mare, mica perché mi dovessi riprendere dalla settimana di campus con i miei fantastici 16 (!), solo perché c’era il Festival!
 
E devo dire che, anche grazie al fatto che Alice ha fatto rimandare i nubifragi (ebbene sì, è capace anche di questo!), sono stati due giorni intensi, molto interessanti e caldi.
 
L’incontro con Michela Murgia mi ha incantato, l’avrei ascoltata per giorni parlare di Tolkien, delle sue nove lingue, del suo mondo fantastico, ma soprattutto l’avrei ascoltata cantare per ore. Avete capito bene, ho scritto proprio “cantare” e lo ha fatto in elfico…peccato che appena finito ha minacciato chiunque avesse registrato di portarlo in tribunale, sia quello del mondo umano che quello elfico, quindi, mi spiace, non ho la registrazione!

Poi un bellissimo e divertente incontro con l’esplosivo ottantenne (!) Aidan Chambers che ci ha raccontato come trova ispirazione e scrive i suoi romanzi: guardando fuori dalla finestra i pascoli e le mucche, aspettando con pazienza le parole giuste.

 
Antonio Ferrara, grande scrittore per ragazzi ha fatto spudoratamente spoiler del suo ultimo libro “Il ragazzo e la tempesta” (tanto io lo avevo anche già letto e recensito qui), ma mi ha conquistato con la sua simpatia e ha promesso di venire a trovarci. Intanto io ho letto “Anguilla”, che presto troverete in un prossimo post e sto leggendo “Certi fiori stanno all’ombra” che non avevo ancora letto. Resta per “Ero cattivo” il mio preferito, gliel’ho detto, naturalmente.
 
 
E per finire la prima giornata una bellissima proiezione, grazie al montaggio di Teodora, delle illustrazioni di “Jane la volpe & io” accompagnata dalla voce narrante di Alessia Canducci, bravissima.
 
La giornata di domenica è stata un pochino più sottotono a livello di eventi e presentazioni, tranne che per l’incontro con Holly Smale, autrice di Geek Girl, che ci siamo fatti prontamente autografare…
 

…e poi con Annalisa Strada, Margherita Ferrari ed Elasti per parlare (in realtà noi “grandi”  potevamo solo ascoltare) di Sesso, bugie e adolescenti. Come dice Annalisa, un tema “caldo” più per i genitori presenti che non per i ragazzi. Molto interessante.
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Campo estivo “Il Piccolo Principe”

Domani è l’ultimo giorno della nostra prima settimana di campo estivo.
Il Piccolo Principe ci ha tenuto compagnia per tutta la settimana, abbiamo letto la sua storia, abbiamo fatto laboratori “ispirati”, pic-nic al parco e tanti giochi insieme.
 
Lunedì sera alla fine della prima giornata confesso che mi sono chiesta cosa mi fosse passato per la testa nel momento in cui ho deciso di organizzare questa settimana: ero stanchissima.
Ho davvero pensato di non farcela, di non essere in grado di tenerli. Perché 16 sono tanti, tutti diversi, ciascuno con la propria storia, le proprie abitudini, i propri pensieri.
Insomma mi ha preso il panico.
 
Domani è l’ultimo giorno ed io già sto pensando alla settimana prossima quanto mi sentirò sola. Perché ha sicuramente ragione chi mi ha detto che “il miglior riconoscimento è la loro soddisfazione”.
E sapere che la sera tornano a casa felici e la mattina si alzano entusiasti e pieni di energia per venire a stare insieme a noi non ha davvero prezzo.
 
Non voglio aggiungere altro, lascio che questi scatti parlino per me.
 
 

 
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Vita da libraia

Essere libraia vuol dire anche questo.
Alzarsi presto il lunedì mattina, giorno di chiusura, riempire un borsone di libri (avrebbe doluto somigliare alla borsa di Mary Poppins, ma era in pelle, comprata di domenica mattina, al mercatino dell’usato) e partire per incontrare i ragazzi della scuola secondaria di Via Piave, per presentare le bibliografie estive.
Quattro classi. Quattro ore. La gola che un pochino alla fine brucia, ma loro attenti, prendono appunti, fanno domande, chiedono i finali. “Eh no, quelli no” sorrido.
 
Ma sembrano soddisfatti, forse anche perché mi sono presentata dicendo che la scelta era libera ed “a fine estate niente schede o riassunti”. Forse una prof. mi ha guardato male? …ma per me era sottointeso, mi spiace se i piani erano diversi, oramai l’ho detto.
 
Poi di corsa a casa, un pranzo leggero e ancora di fretta a Cologno, in Via Taormina: c’è la festa di fine anno di 82 meravigliosi marmocchi emozionatissimi fra i 3 e i 5 anni.
Mi sembra di tornare indietro nel tempo a vederli impegnati nelle loro coreografie, tra venti colorati e ali di farfalla.
Ed io che fino a poche ore prima ho confidato a ottanta ragazzini preadolescenti quanto sia facile alla lacrimuccia tra le pagine dei libri, ancora mi commuovo.
 
Che dire? Crollo sul divano subito dopo cena, resto indietro con il resto del lavoro tanto che solo ora riesco a trovare il tempo per queste poche righe…ma, ancora ora, questa sensazione di sazietà non ha prezzo.
Buonanotte a tutti.

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Flash Mob 24 maggio e Premio Andersen 2014

Noi oggi siamo andati in piazza Martesana per il Flash Mob lanciato da Mare di Libri.
Eravamo meno di due pugni di lettori, di tutte le età, ma con orgoglio, un gran sorriso, le nostre seggioline colorate ed i nostri libri preferiti abbiamo letto ad alta voce per 5 minuti sotto gli occhi incuriositi di coloro che erano in piazza a fare altro, in una tranquilla giornata di sole. Appena pronto lo troverete qui.
 
E mentre noi leggevamo, a Genova venivano premiati i vincitori del premio Andersen 2014.
premio andersen 2014 
MIGLIOR LIBRO 0/6 ANNI
Benjamin Chaud, Una canzone da orsi, Franco Cosimo Panini
Per un albo che combina perfettamente la tensione narrativa e l’invito al gioco e alla scoperta.
Per una piccola storia dai molti echi, dolce e incantevole ma aperta all’avventura e alla scoperta di sé.
Per le magnifiche tavole ariose e invitanti, ricche di mille particolari da scoprire.
 
 
  
MIGLIOR LIBRO 6/9 ANNI
Kenneth Steven – Øyvind Torseter, Perché il cane ha il naso bagnato?, Electa Kids
Per un’opera in gran formato arguta e divertente, coinvolgente e fantasiosa.
Per la capacità di ritornare, in modi assolutamente nuovi, sul tema dell’arca di Noè, saldandolo assieme con suggestioni che vanno dal mito alle “Storie proprio così” di Kipling.
Per i disegni frizzanti, colti e surreali di una delle voci emergenti della grande illustrazione europea.
 
MIGLIOR LIBRO 9/12 ANNI
Luigi Ballerini – ill. di Sara Benecino,La Signorina Euforbia, Edizioni San Paolo
Per aver saputo raccontare uno spaccato di adolescenza ritraendone sapientemente dinamiche e sentimenti.
Per l’abilità narrativa con cui l’autore riesce a intessere una trama scorrevole e divertente, capace di affiancare ai tempi comici l’occasione per riflessioni più profonde.
 
  
MIGLIOR LIBRO OLTRE I 12 ANNI
Sally Gardner, Il pianeta di Standish, Feltrinelli Kids
Per la proposta di una storia di grande intensità, in grado di offrire spazio al potere dell’immaginazione e ai temi della diversità e dell’accettazione. Per lo struggente ritratto di un’adolescenza in lotta, in un romanzo di formazione che dosa magistralmente avventura e indagine introspettiva.
 
 
 
  
MIGLIOR LIBRO OLTRE I 15 ANNI
Annalisa Strada, Una sottile linea rosa, Giunti
Per una storia che, con competenza e profonda sensibilità e delicatezza, affronta il tema delle scelte e degli affetti, soffermandosi coraggiosamente sulle dinamiche emotive intorno a una maternità inattesa. Per la capacità di riportare sulla pagina un linguaggio adolescente, senza forzature.
 
 
 
  
MIGLIOR LIBRO DI DIVULGAZIONE
Isabel Minhós Martins – ill. Bernardo Carvalho, Andirivieni, La Nuova Frontiera Junior
Per un libro fortemente insolito capace di offrirci, assieme, un’ardita sintesi sulla evoluzione dell’uomo, un risentito approccio ecologico e una sorta di elogio della lentezza.
Per la non comune forza grafica e la suadente, vivissima bellezza di immagini calde ed eleganti.
 
MIGLIOR LIBRO FATTO AD ARTE
Paul Éluard – versione ital. di Franco Fortini realizzato da Anouck Boisrobert e Louis Rigaud, Libertà, Gallucci
Per un albo prezioso, delicato e raffinato, ricco di fascino e al tempo stesso sobrio e pulito.
Per un’opera da leggere, da guardare e su cui riflettere. Lentamente.
Per aver saputo riproporre in modo nuovo una magnifica poesia dal forte e immutato valore lirico e civile.
  
MIGLIOR ALBO ILLUSTRATO
Alessandro Sanna, Fiume lento. Un viaggio lungo il Po, Rizzoli
Per averci regalato, fra evocazione e rappresentazione, fra storia e natura, un ritratto vivido ed emozionante del fiume e delle sue storie.
Per un’opera commossa e commovente, solenne e vitale di altissimo valore espressivo.
Per disegni di assoluta e struggente bellezza, vibranti e incantati.
 
 
MIGLIOR LIBRO MAI PREMIATO
Frank Asch – ill. di Mark Alan Stamaty, Giallo giallo, Orecchio Acerbo
Per averci restituito un albo apparso nel 1971 e perfetta, mirabile interpretazione di un’epoca, delle sue speranze  e tensioni.
Per disegni coraggiosamente inconsueti e sorprendenti, accompagnati da una grafica attenta ai ritmi del racconto.
Per offrirsi gioiosamente al gioco e a fertili processi di identificazione.
 
MIGLIOR LIBRO A FUMETTI
Assia Petricelli e Sergio Riccardi, Cattive ragazze, Sinnos
Per un libro che coniuga perfettamente la struttura narrativa del fumetto con i registri della biografia.
Per una narrazione che, scegliendo di raccontare un universo femminile, va oltre stereotipi e questioni di genere e, con un approccio accattivante e incisivo, invita alla riflessione, emozionando e coinvolgendo.
 
 
MIGLIORE CREAZIONE DIGITALE
Il libro bianco , Minibombo
Per essere un’applicazione esattamente a misura di bambino, caratterizzata da essenzialità, efficacia e immediatezza.
Per l’attenzione ai bambini e ai loro adulti in un progetto che coniuga la qualità dei contenuti alla sperimentazione di linguaggi e mezzi diversi.
Per il coraggio di presentarsi all’esordio come casa editrice lavorando sul cartaceo e sul digitale senza considerarli ambiti distinti.

 
MENZIONE SPECIALE AL PROGETTO EDITORIALE

I “Quaderni quadroni” di Rrose Sélavy editore

Per la felice e accorta peculiarità del progetto grafico.
Per proporre con scelte coraggiose e intelligenti voci di autori noti che mai si erano cimentati con la scrittura per ragazzi.
Per gli eccellenti risultati raggiunti su questo versante e per la scelta altrettanto qualificata degli illustratori coinvolti nell’impresa.

 
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
Donzelli editore
per la pubblicazione dell’opera di Giuseppe Pitrè “300 fiabe, novelle e racconti siciliani”
con la traduzione di Bianca Lazzaro e le illustrazioni di Fabian Negrin
Per avere per la prima volta tradotto integralmente in lingua italiana la raccolta più importante del nostro patrimonio folklorico.
Per l’assoluto rigore scientifico e filologico del lavoro. Per aver offerto al lettore sia la monumentale opera in quattro volumi, con testo a fronte, delle “Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani” sia, attraverso “Il pozzo delle meraviglie”, una più agile edizione rivolta agli amanti della narrazione fiabesca.
 
MIGLIOR SCRITTORE
Fabrizio Silei

MIGLIOR ILLUSTRATORE
Desideria Guicciardini

ed infine, ma importantissimo, il
PREMIO ROBERTO DENTI ALLA LIBRERIA DELL’ANNO PER RAGAZZI
promosso da AIE-Associazione Italiana Editori e ANDERSEN
Libreria Cuccumeo di Firenze
Per aver saputo costruire, nel breve volgere di un triennio, un luogo capace di promuovere non solo la lettura e i libri, ma la cultura dell’infanzia e per l’infanzia nel suo complesso, articolando un ricco calendario di occasioni esito di fruttuose sinergie; per aver combinato la dimensione imprenditoriale con quella dell’animazione culturale divenendo, grazie alla molteplicità di competenze e passioni delle fondatrici, un punto di riferimento anche fuori dal proprio ambito territoriale.
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