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Il ragazzo e la tempesta

– Mi fece paura. Arrivò un sabato di ottobre prima di pranzo, mangiò in silenzio e poi si alzò e uscì in cortile a fumare e a guardare la montagna, fermo accanto al tavolino con la cesta di frutta. Io lo volevo vedere da vicino, allora mi avvicinai in punta di piedi, da dietro.
Era alto.
Mia sorella venne a guardare pure lei, sempre da dietro. Mia madre lavava i piatti in cucina, sentivamo l’acqua scorrere. Lui si voltò e ci vide. Non era come me lo ricordavo, era diverso. Aveva le rughe. Aveva i capelli grigi. Aveva i peli lunghi sulla faccia. Aveva le dita delle mani rosse e pelose. Erano nostro padre, quello.
Era così.-

Bruno ha tredici anni, una sorella di dieci e vive in un paesino di montagna con la madre ed il padre, guardia forestale, tornato finalmente a casa dopo un incidente in montagna che lo ha tenuto in coma per cinque lunghi anni. Piano piano Bruno impara a conoscere il padre, un uomo duro, chiuso e di poche parole. Impara a leggere nei suoi occhi grigi mentre fissa la montagna, la sua montagna, quella che lo chiama dalle sue alte cime. Fino al giorno in cui, per salvare la sua montagna da un piromane, decide di partire portando con sé Bruno. Un viaggio di crescita, molto difficile.
 
Per amanti della montagna, sicuramente, ma anche per chi non lo è.
 
Da 11 anni
Rizzoli
€ 10,50
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