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Fu’ad e Jamila

Una delle cose in cui non siamo particolarmente capaci sono le vetrine, ma non importa, quando riusciamo a farle “parlare” per noi. Bastano una foto, una frase, le copertine dei libri.

E’ quello che abbiamo fatto prima di partire per le vacanze estive. E nonostante oggi la libreria abbia riaperto e ci volesse un tocco di novità… ho deciso di lasciarle come sono ancora per un po’.

Tra i libri esposti che parlano per noi c’è anche Fu’ad e Jamila, scritto da Cosetta Zanotti ed illustrato da Desideria Guicciardini, edito da Lapis Edizioni.

Racconta di un viaggio della speranza, di Fu’ad che lascia la sua casa, la sua terra, e decide di affrontare il mare, lottare contro le proprie paure, per poter dare alla moglie Jamila, e soprattutto al bimbo che aspettano, un futuro.

Corpi accalcati su un barcone, odore di ruggine che brucia i polmoni, e “speranze, paure, rabbie, dolori e desideri galleggiavano pesanti sulla vecchia imbarcazione”.

Poi la tempesta, il naufragio, le grida, pianti di bambini e urla di donne, le preghiere, la morte, per alcuni.

Fu’ad si ritrova da solo e per un attimo crede di aver perso tutto: la sua vita.

Finchè una luce non squarcia il silenzio della notte…

Cosetta Zanotti, autrice del libro, scrive: “Le storie sono fatte di desideri, speranze e di sogni. Ma a volte è la vita vera che ci riserva le sorprese più grandi. Per alcuni uomini oggi partire e viaggiare sono diventati una necessità . Uscire dalla propria terra significa aggrapparsi alla speranza di poter costruire un futuro per sé e per la propria famiglia. Narrare del viaggio di chi anela una ‘vita possibile’ diventa occasione per scoprire come quella storia, come ogni racconto dell’altro, interroga la nostra storia e la nostra responsabilità. Un appello all’incontro, all’apertura, a mollare gli ormeggi che legano le nostre vite a porti immobili e apparentemente sicuri.”

Non credo serva aggiungere altro.

Per chi volesse andare a vedere c’è anche il trailer a questo link.

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Per questo mi chiamo Giovanni

La prof di Riccardo gli ha dato da leggere “Per questo mi chiamo Giovanni” per l’estate.
Lo ha quasi finito e l’altro giorno dopo pranzo, stravolto dopo lezione di tennis, uscita in canoa e due ore di snorkeling, mi ha chiesto se gliene leggevo un pezzo io ad alta voce.
Era arrivato al capitolo in cui papà racconta la storia di Bum e di come si è bruciato le zampe.
Io ho iniziato a leggere, ma ad un certo punto non sono più riuscita a trattenere le lacrime.
Mi ha guardata, senza dire niente.
Ho preso fiato ed ho continuato.
Poi lui si è addormentato.
Io ho finito il libro e l’ho ricominciato da capo (per la terza volta).

#consiglidilettura #vitadalibraia #vitadamamma

 

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Il buco nella rete – #Consiglidilettura

E di nuovo per voi…#consiglidilettura.

“Il buco nella rete” di Marco Gastoni e Nicola Gobbi, edito nella collana Topitondi da Tunuè, è ciò che nella Letteratura per l’infanzia ci voleva per “smuovere” gli animi dei “grandi” e appassionare i bambin*.

Un fumetto che fa vivere i suoi protagonisti liberi e capaci di scegliere per sé stessi, di discutere, di insegnare ed apprendere l’uno dall’altro con singolarità.

Si anima come la grande palla rossa di Milo, e tra le sue pagine “ruotano” questioni; propone riflessioni all’adulto e allo stesso tempo permette a giovani lettor* di immergersi in una storia, che può apparire inusuale, ma che è molto concreta nella quotidianità.

La scelta della linearità della trama è apprezzata perché il contenuto è già corposo, ricco di interrogativi e coglie la poesia di una verità, che è decisamente ben lontana da scelte utopiche.

La naturalezza dell’approccio dei bambin* alle nuove situazioni, quali imparare l’arte circense o ascoltare storie sul passato del popolo Rom dalla nonna di Milo, rendono la lettura ancora più tangibile e permette di immergersi in quel campo (forse mai visto) e in quella scuola libera (forse mai vista), così colorati nella loro concretezza.

Il lavoro dell’autore e dell’illustratore va al di là della nascita di un’amicizia leale e ricca di amore tra Doriano e Milo: è una tavola imbandita dipinta sotto il portico della scuola in cui i bambin* attendono a apprezzano il lavoro dei coetanei che hanno cucinato, è l’assemblea in cui ognuno esprime la propria idea, è l’istantanea di Milo che alza la rete a Doriano dandogli il benvenuto. E’ pura condivisione di conoscenze e di emozioni che solo l’incontro tra ogni individuo permette.

Il fumetto non si inserisce in una dimensione fantastica: la scuola libera non è immaginaria, esiste già, e i campi rom non sono su di un altro pianeta! E’ ambientato nella nostra realtà quotidiana, in una qualsiasi provincia, in uno spicchio di vita che può essere di tutt*, grandi e piccol*.

Non è una storia di barriera, ma è già ben OLTRE LA BARRIERA, perché non tutt* vogliono segnare un confine…e i bambin* fanno parte di quei “non tutt*”.

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#Consiglidilettura

La festa del papà è passata da poco, ma io che non amo molto queste ricorrenze prestabilite e penso che i papà, come le mamme, davano festeggiati tutti i giorni dell’anno, voglio presentarvi un libro che è arrivato l’altro giorno in libreria e che, bisogna dirlo, per festeggiare il papà in un qualunque giorno dell’anno, è perfetto.

“You and me, me and you” è la celebrazione della crescita, ma non solo.

E’ la semplificazione del dono. Perché sì, lo diciamo spesso, noi genitori, che la nascita di un figlio è il dono più grande, ma non sempre ci viene naturale ricordare che quel dono si rinnova ogni giorno. Ricordiamo la felicità del momento in cui per la prima volta li sentiamo pronunciare “mamma” o “papà”, del loro primo sorriso, del primo passo barcollante. Più raramente, forse, ci soffermiamo sugli attimi più “di tutti i giorni”: il primo sorriso ad uno sconosciuto sull’autobus, lo sguardo sorpreso mentre ci mostra il cielo (e chissà cosa ci vede!), lo studio di una formica tra l’erba, il primo litigio, quel “facciamo finta che eravamo…” in cui la loro fantasia supera ogni nostra immaginazione.

E’ questo il vero dono: quel crescere insieme, dove in realtà riceviamo molto più noi di loro.

Tutto mi piace di questo piccolo albo, a partire dal formato, fino alle illustrazioni bicolore macchiate di giallo, ai ricordi che scatena, alle riflessioni che suggerisce. La pagina più significativa?  Per una mamma (libraia) non può essere che questa…

You and me, me and you

Miguel Tanco

Chronicle books

€ 13,90

 

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#Sugli scaffali in libreria

Alla Bologna Children’s Book Fair della scorsa settimana ho visto tanti bei libri, ma poco che mi abbia veramente “fulminato” e conquistato il cuore.

Ed oggi invece, in libreria, arriva questo albo e scopro cosa mi sono persa.

A prima vista, la copertina potrebbe trarre in inganno: sembrerebbe un libro d’arte ed è forse per questo che ne ho presa una sola copia (spesso si sbaglia quando si ordinano i titoli scegliendoli dalle cedole cartacee degli agenti!)

Si tratta di un albo illustrato edito da Uovonero, scritto da Mirco Zilio e delicatamente illustrato da Giacomo Agnello Modica: “A piede libero”.

Online la definiscono una storia surreale, ma io di surreale ci ho trovato molto poco: è la storia di un piede sinistro che annoiato dalla vita sedentaria e curioso di scoprire il mondo e trovare la sua strada, parte, da solo.

Visita grandi città, scala l’Himalaya, attraversa i deserti del Sahara e nuota nel mare dei Caraibi, finché stanco non ritorna verso casa.

Ma ciò che cercava ancora non lo ha trovato e così riparte, un po’ più lento e con meno entusiasmo. Poi un giorno incontra un altro piede sinistro. All’inizio non è semplice: paure, incertezze, domande, occhi increduli, sorpresi, spesso giudicanti. Ma insieme ridono e scoprono di avere tanto in comune da condividere.

Ci si può leggere tanto nella metafora di questo libro, non solo diversità  o omosessualità (come sicuramente farà qualcuno dalle parti di Venezia!), per me il messaggio è che tutti siamo diversi ed è tutto nell’ultima frase del libro.

Venite a leggerlo in libreria.

A piede libero

Uovonero Edizioni

€ 15,00

 

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Zorro nella neve

“Apre gli occhi ed è buio. Sa dov’è, sotto la neve. Non può muoversi, sembra che un macigno gli pesi addosso. E’ vivo, respira. Grida, chiede aiuto, ma la voce resta incollata alle pareti di terra che lo racchiudono. Potesse almeno afferrare il cellulare, è nella tasca dei pantaloni, ma le gambe sono avvolte nella neve, il corpo è come fasciato stretto in una camicia di forza. Ecco cos’è diventato: una mummia rannicchiata, che ancora respira.

Sciava, faceva il gradasso, zigzagava tra gli alberi sullo snowboard, era sublime. Libero, via dalla pista striata da migliaia di sci e oramai diventata un misto di ghiaccio e acqua e fango. Lontano dagli imbranati che vanno giù con gli sci a spazzaneve, quelli che se gli passi accanto si terrorizzano e ti urlano dietro, poi vanno di filato a lamentarsi dal personale degli impianti, che è già pronto a farti la lavata di capo. Con voi snowboarder è sempre un problema, ti rimproverano. Chi sarebbero i “voi”? Luca scia da solo, è sempre complicato mettere insieme due amici per andare su, sembra ci voglia l’invito come a un ballo.”
Luca apre gli occhi e dopo poco si rende conto di essere stato travolto da una valanga. Per sua fortuna c’è Zorro, impavido ed addestrato cane del soccorso alpino, che gli salva la vita.
E da quel momento la vita di Luca cambia. Perché a volte le cose che capitano quando meno te lo aspetti ti fanno vedere il mondo con occhi diversi e ciò che prima ti sembrava confuso si schiarisce ed i contorni diventano nitidi. I dubbi spariscono e si trova anche la forza per convincere gli scettici delle nostre capacità. Basta credere fermamente nei propri sogni.
 
Lettura da 11 anni
Il Castoro Edizioni
€ 15,50
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Calendario dell’Avvento – 24 Dicembre 2014

IL MAGO DI NATALE

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.
In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.
In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.
Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.
(“Filastrocche in cielo e in terra” di Gianni Rodari – Einaudi)
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Calendario dell’Avvento – 22 Dicembre 2014

RIMA DELLA FELPA
Mettiti la felpa, vento della sera
Mettiti la felpa, magico orso bianco
Copriti la testa, mitica pantera
Lupo della steppa non sudare che sei stanco
Saltano i delfini, strisciano i serpenti
Corrono i topini irraggiungibili e contenti
Vola l’uccellino, scavano le talpe
Sudano un casino ma non mettono le felpe
Io son solo umano
Ho gambe da nano
Io non posso correre come quel vento nudo
Perché se corro sudo
Perché se corro cado
Perché se corro chissà dove vado
Sono un bambino umano
Ma non è mia la colpa
Perché mi devo mettere la felpa?
da “Rime di rabbia” di Bruno Tognolini – Salani
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Calendario dell’Avvento – 21 Dicembre 2014

Questa sera è una sera particolare e per questo la poesia è dedicata.
Lui lo sa che è per lui, era con me anche mentre scrivevo questo post.

La scia nel cielo
La scia di luce attraversa l’azzurro
Si apre nel cielo una strada di burro
E non fai in tempo ad alzare la mano
Che è già sparita, è volata lontano
Di lei rimane soltanto un pensiero
Quale sia ora il suo cielo straniero
E quanti cieli dovrà attraversare
E quante mano dovrà salutare
Questo suo viaggio rimane un mistero
Ovunque sia tu ne sei il passeggero.
(da “Poesie di Luce” di Sabrina Giarratana – Motta Junior)

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