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#DIDIARIO2016

Tutte le cose quando finiscono lasciano un po’ malinconici. Oggi è finita la seconda edizione di #DIDIARIO2016. Ma io non mi sento malinconica. Sono felice, entusiasta, piena di calore ed emozione.

E questo post vuole essere un pensiero felice e doveroso perché devo raccontarvi come è andata. Voglio lasciarvi ancora qualcosa di quello che abbiamo vissuto in questi giorni e condividere con chi mi leggerà le sensazioni forti che provo.

Sì perché l’entusiasmo con cui abbiamo chiuso questa intensissima settimana, anche se difficile da esprimere a parole, è qualcosa di così travolgente che non può essere tenuto in un cuore solo.

Appena rientrata a casa ho chiamato Alina. Volevo farle sentire la mia voce, ringraziarla per quanto ha fatto e fa ogni giorno, per aver ideato questa rassegna e augurarle un Didiario2016, che a Turi inizia domani, strepitoso come il nostro.

E voglio ringraziare tutti, sperando di non dimenticare nessuno.

Gli autori che hanno reso speciali le nostre mattine a scuola: Antonio (Nino) Ferrara, Lorenza Bernardi, Zita Dazzi, Annalisa Strada e Anna Sarfatti. Per aver accettato i nostri inviti, ma soprattutto per l’entusiasmo con cui hanno incontrato i ragazzi, per aver fatto chilometri per venire da noi, per aver ritagliato del tempo da altri impegni e lavori. Per l’amore che mettono nel raccontare storie per noi.

Le maestre che hanno scelto di aderire al nostro progetto, per il lavoro che fanno e perché credono fermamente, come noi, nei libri.

Ai bambini e ragazzi che abbiamo incontrato, che ci hanno accolto con stupendi lavori, appositamente preparati per gli autori (e qualcuno anche per me!). Perché i loro sorrisi hanno reso speciali le nostre giornate.

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Industria Scenica (Francesca, Ermanno, Ilaria) per la condivisione, il supporto, lo spazio per gli eventi, la comunicazione, ma soprattutto per l’amicizia. (NDR: Francesca … sei riuscita a sfuggire a tutti gli obiettivi fotografici, ma prima o poi ti becco!)

20160520_223132I ragazzi di Kayros e Don Claudio con cui abbiamo passato una bellissima serata venerdì ed una bellissima giornata oggi in comunità. Perché il “mosaiko” iniziato l’altra sera possa crescere, perché siamo una squadra “fortissimi”! Vorrei scrivere tutti i loro nomi, ma alcuni sono difficili persino da pronunciare…ma li ho tutti in mente.

(NDR: Ragazzi, la nostra foto di oggi con la torta di Didiario è bellissima, ma non potendo postarla qui vi toccherà venire a vederla in libreria!)

Le “Nonsolomamme” che quest’anno, per la prima volta, hanno condiviso con noi quest’avventura. Perché spero lo faranno ancora.

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Mabel ed i suoi piccoli attori in erba per averci trasmesso tante emozioni giovedì.

Paola Ciarcià e Mauro Speraggi di Artebambini per aver accettato di partecipare ed aver sponsorizzato il nostro concorso letterario “Io le scrivo a rovescio”, per i più piccoli.IMG-20160522-WA0009

I partecipanti dei concorsi, classi e ragazzi, perché oggi ci hanno emozionato con le loro creazioni e letture, nonostante le gambe tremanti.

Gli Artisti. Perché quelli che quest’anno ci hanno tenuto compagnia sono davvero Artisti con la “A” maiuscola: Gek Tessaro che ci ha incantato ieri con i suoi disegni ed il suo “Circo delle nuvole” ed i Sulutumana e Giuseppe Adduci che oggi hanno catalizzato per quasi un’ora e mezza adulti e bambini con il loro racconto in musica e parole de “Il piccolo principe”.

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E’ inutile dirvi che i miei pensieri stasera sono un po’ caotici (un po’ per la stanchezza, un po’ per l’adrenalina che ancora mi invade e di cui credo di aver fatto scorta per tanti giorni a venire) e che i miei ringraziamenti non sono stati messi in ordine di importanza, ma stanno uscendo così…a raffica…quindi l’ultimo va ad una persona molto speciale a cui, a differenza di altri che in qualche modo ho ringraziato in questi giorni, non ho ancora espresso il mio grazie: Chiara.

Perché mi supporta e … sopporta. E perché senza di lei ed il suo aiuto la Librambini non sarebbe la stessa.

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E non sarebbe la stessa se non ci foste voi, che mi state leggendo ora, che avete reso questa settimana indimenticabile, con la vostra presenza e perché, anche se non avete partecipato personalmente, il fatto che siate arrivati a leggere fino in fondo dimostra che c’eravate col pensiero.

A Gianna, che quest’anno aveva accettato di fare da madrina alla nostra rassegna, perché so che era con noi.

Grazie, a tutti.

Ci vediamo l’anno prossimo.

O da martedì in libreria.

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Geronimo, Amedeo & le giraffe

Qui ci divertiamo con un orso-giraffa e scopriamo insieme l’importanza della propria identità, dell’apprezzarci per come siamo, anche quando gli altri non ci accettano perché diversi.
Qui c’è un orso con i colori delle giraffe che però non lo vogliono perché gli manca il collo lungo e gli orsi che lo respingono per via del suo colore.
 
Fortunatamente al mondo ci sono però anche quelli che sanno guardare oltre le apparenze e non si fermano ai colori e alle forme, ma sanno vedere oltre e volerci bene per ciò che sappiamo essere. E’ il caso di Amedeo, un elefante buffo che se ne va in giro con l’ombrello ed una finta testa di giraffa sulla proboscide. A cui, come a Geronimo, piace cantare, ballare, fischiettare. Ed è questo che fanno gli amici: condividono.

(ancora) Terre di Mezzo, € 15,00 – Lettura da 3 anni

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Il bradipo dormiglione


Avevo già avuto modo di apprezzare i silent book, ma dopo la mia ultima trasferta alla fiera di Bologna, lo scorso marzo, ho decisamente scoperto un mondo incantato.

Così li cerco e conto per settembre di sistemare un angolino, magari vicino al libri in lingua straniera (ora ne abbiamo in inglese, francese e spagnolo!), con solo libri senza parole, perché leggerli è bellissimo.
 
Tra gli altri ora vi presento “Il bradipo dormiglione” di Ronan Badel edito da Terre di Mezzo (che per inciso negli ultimi mesi ha “sfornato” dei gran capolavori!).

E’ la storia di un bradipo, dei suoi amici (un serpente, una ranocchia e un tucano) e delle sue disavventure. Un personaggio molto poco partecipe considerando che dorme dall’inizio alla fine nonostante i ponti pericolanti, il volo dalle cascate, la fuga dai coccodrilli, un naufragio in mare. Fortunatamente gli amici veri ci stanno sempre vicini e si prendono cura di noi, anche quando non ce ne accorgiamo.

 

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Due destini

Due vite, due storie, due avventure, due destini.
Un racconto a due voci, due mondi opposti, due vite differenti legate da un filo sottile.
Rosa e Meskerem nascono lo stesso giorno, lei in Italia, lui in Africa, in Etiopia.
Lei cercata, desiderata, amata sin dai primi attimi, cullata da un mondo ovattato, da musiche dolci e da voci che le parlano d’amore.
Lui con poche speranze, forse senza futuro perché “il futuro, il più delle volte, è domani, il prossimo pranzo, la prossima ora”.
 
Nascono, vivono, crescono, credono entrambi nella vita, nell’amore, negli altri a cui decidono di dedicare la propria vita. Finché i loro destini si incrociano.

Una magica storia piena di speranza di Renzo di Renzo, magistralmente illustrata, come sempre, da Sonia Maria Luce Possentini edita da Fatatrac.

 

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My bass guitar

Basta.
Prende lo zaino blu, ci infila la scatola di metallo e la coperta ed esce sul terrazzo. L’aria della notte è fredda è pungente, muta. Raggiunge in pochi passi il graticcio di legno su cui si intrecciano le rose rampicanti, qualcuna ostinata è fiorita, presto finirà in petali morti e rami pieni di spine. Tasta il muro con le mani e trova gli appigli famigliari, scavati tra i mattoni dopo molte e molte scalate con un balzo è sul tetto, tra i tetti della sua minuscola città, in cui il terrazzo con le rose di Zia Mare sembra un mazzo di fiori tra le mani rugose di una vecchia.
Si siede e si infila un lembo di coperta sotto il sedere, le tegole sono fredde, ci si avvolge dentro, è calda, tra le ginocchia lo zaino con dentro la scatola di metallo, la apre facendo cigolare i piccoli cardini, i disegni sono sbiaditi come dinosauri sullo zaino, prende un biscotto.
Stasera dovrà fare senza latte.”
Noah ha diciassette anni e dentro di sé la rabbia di un diciassettenne orfano di padre e con la madre “che se ne è andata”. Lui, affidato alla zia, assistente sociale che vive sullo stesso pianerottoro, di fatto, vive solo. Solo con il suo pianoforte.
Un romanzo di formazione ed una bellissima storia d’amore e d’amicizia. D’amore verso una ragazza, d’amore per una madre malata che non può tornare, per una zia premurosa che sa capire quando è “meglio lasciar stare”, d’amicizia per chi ti capisce ed è disposto a prendersi un pugno in faccia per la verità.

Bello, molto bello. Soprattutto per amanti della musica, tutta.

Consigliato appena terminata un’appassionante lettura, dopo aver assistito alla presentazione del libro da parte di Benedetta Bonfiglioli, autrice, al salone del libro di Torino.

Da 13 anni
San Paolo Edizioni
€ 14,00

 
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Il libro criceto


La Minibombo, giovanissima casa editrice, già vincitrice del nostro premio Orbil 2014 con Orso, buco! di Nicola Grossi, ci propone (da ieri in libreria) un nuovo libro gioco, di quelli che a me piacciono tanto: Il libro criceto di Silvia Borando.

Un piccolo criceto e la sua giornata, vissuta con l’aiuto dei bimbi che lo coccolano, lo fanno giocare, gli danno da mangiare, lo tengono pulito, proprio come si dovrebbe fare con un criceto vero e come di solito i bambini fanno con i giochini elettronici, prendersene cura!

Ancora una volta un piccolo albo adatto ai piccolissimi, ma che divertirà anche i grandi.

Minibombo
€ 9,90
Lettura da due anni

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La bambina e la gallina


Voleva e cercava un elefante e trova una gallina.

La insegue. Si trova in un posto mai visto, ma piuttosto interessante: pieno di animali i cui sguardi, che si alternano senza preavviso, fanno girare la testa al lettore coinvolgendolo in un girotondo magnetico.
 
La storia di Luisa Mattia, accompagnata dalle illustrazioni a collage di Javier Zabala, ci catapulta nel mondo degli animali visto con gli occhi dei bambini e nel mondo dei bambini osservato con gli occhi intelligenti degli animali.
 
E prima della fine comincia a girare la testa e non si capisce più chi sta seguendo chi, perché chi osserva diventa l’osservato, chi è inseguito pensa di inseguire e chi è certo di sapere dove si trova, in realtà si è perso…
 
Insomma, un bell’albo, davvero, da leggere divertendosi.

Da 4 anni
La bambina e la gallina
Rizzoli
€ 18,00

 

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Jane, la volpe & io

In questi giorni sul web, ed in particolare sui blog legati alla lettura, rimbalzano le recensioni di questo graphic novel: Jane, la volpe & io di Fanny Britt illustrato da Isabelle Arsenault, entrambe canadesi.
 
Anche al Coordinamento, domenica, durante una bellissima giornata trascorsa tra libri, profumo di carta, cibo e vino (per chi lo beve), se ne è parlato con entusiasmo. Ma da noi in libreria non era ancora arrivato, è arrivato solo ieri ed anche io sono “caduta innamorata” sia del testo che delle illustrazioni.

Hélène è una ragazzina timida ed introversa che subisce le angherie delle prepotenti della classe che la relegano in un angolo facendola sentire brutta e grassa. E lei, per fuggire dal mondo grigio che la circonda, si rifugia tra le pagine di Charlotte Bronte, nella vita di Jane Eyre, nella quale si ritrova, anche lei sola, non brillante, non magra, non sveglia.
Ma si cresce e la vita, a volte, ci riserva belle sorprese ed incontri inaspettati, come nei romanzi cosicché il mondo si colora.

 
Una bellissima lettura, per grandi e piccoli (da 10 anni)
Ed. Mondadori
€ 16,00
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I cinque malfatti

Poco fa è arrivato in libreria il nuovo albo di Beatrice Alemagna edito da Topipittori: “I cinque malfatti” …è veramente bello!

Oltre alle strepitose (come avrebbe potuto essere diversamente?) illustrazioni di Beatrice, qui mi piace tantissimo l’idea del testo. Ho subito pensato al mio bimbo che si lamenta spesso di quanto la sua compagna (che un tempo amava tanto NDR) faccia  la “Perfettina”…
Sì, dice proprio così: “la perfettina”! “E senti da che pulpito!” mi verrebbe da dire!
E così stasera glielo porto a casa da leggere perché nella sua semplicità, è il modo migliore per fargli capire che spesso la perfezione che tanto ricerchiamo e vantiamo, non è così indispensabile, anzi, a volte i nostri difetti, se li sappiamo riconoscere, ci aiutano a vivere meglio e ad amare il prossimo, apprezzandolo proprio perché perfetto non è.

 

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Un’improvvisa felicità

“In me c’era qualcosa
che ora è perso e non si trova,
qualcosa di tenero, piccolino,
un motivetto birichino.
Ora al suo posto c’è un buco incolore
e sul fondo, inaspettato, un dolore”
Chi ci segue sa che “Per sempre insieme amen” di Guus Kuijer è uno dei nostri libri preferiti, definito addirittura da Micko il libro dell’imprinting.
Polleke, ora dodicenne, affronta ancora la solitudine per la mancanza del padre, ora lontano “per curarsi”, come dice lui nella sua lettera, che poco la convince. Mamma ed il maestro stanno per sposarsi e l’unica cosa che sembra interessare alla mamma è il vestito del matrimonio. Intanto anche Caro la tradisce, addirittura con il suo Mimun ed un incontro davvero inquietante con uno sconosciuto la sconvolge. Meno male che c’è Consuelo, la nuova compagna di scuola, di origini indiane, a cui Polleke si affeziona davvero e che con un abbraccio e le poche parole che ha imparato la sa consolare.

Ancora una volta temi forti per Kuijer, ma sempre affrontati con l’ironia e la simpatia di questa ragazzina dodicenne che ci coinvolge nei suoi racconti come se fossimo lì con lei a volerla confortare e dirle che, sì, tutto si sistemerà e che anche a dodici anni si può ancora abbracciare un orsacchiotto durante la notte per superare le paure, lo fanno anche i grandi a volte, anche se non lo dicono.
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