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Il ragazzo e la tempesta

– Mi fece paura. Arrivò un sabato di ottobre prima di pranzo, mangiò in silenzio e poi si alzò e uscì in cortile a fumare e a guardare la montagna, fermo accanto al tavolino con la cesta di frutta. Io lo volevo vedere da vicino, allora mi avvicinai in punta di piedi, da dietro.
Era alto.
Mia sorella venne a guardare pure lei, sempre da dietro. Mia madre lavava i piatti in cucina, sentivamo l’acqua scorrere. Lui si voltò e ci vide. Non era come me lo ricordavo, era diverso. Aveva le rughe. Aveva i capelli grigi. Aveva i peli lunghi sulla faccia. Aveva le dita delle mani rosse e pelose. Erano nostro padre, quello.
Era così.-

Bruno ha tredici anni, una sorella di dieci e vive in un paesino di montagna con la madre ed il padre, guardia forestale, tornato finalmente a casa dopo un incidente in montagna che lo ha tenuto in coma per cinque lunghi anni. Piano piano Bruno impara a conoscere il padre, un uomo duro, chiuso e di poche parole. Impara a leggere nei suoi occhi grigi mentre fissa la montagna, la sua montagna, quella che lo chiama dalle sue alte cime. Fino al giorno in cui, per salvare la sua montagna da un piromane, decide di partire portando con sé Bruno. Un viaggio di crescita, molto difficile.
 
Per amanti della montagna, sicuramente, ma anche per chi non lo è.
 
Da 11 anni
Rizzoli
€ 10,50
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Una sottile linea rosa

 
-Mi raggomitolo su un fianco e provo a dormire un po’. Mi ci impegno fino alle tre, quando raggiungo la certezza che se non farò qualcosa morirò per combustione interna da ansia. Prendo il cellulare e lo riaccendo. I trillini ammonitori mi avvertono di cinque chiamate di Allegra e di una chiamata da Cesare. Fisso il suo numero e prendo il coraggio di chiamarlo.
Risponde. “Pronto?” “Ciao…” sospendo circospetta e mi impegno per articolare: “Sono Perla”.
Suo silenzio imbarazzato.
Mia fulminante umiliazione.
Resisto alla tentazione di riagganciare e faccio leva sul mio orgoglio residuo: “Ti ricordi? Perla che corre!”. (se fossi più orgogliosa, aggiungerei “e corre più veloce di te”, ma è la classica battuta che viene in mente con un quarto d’ora di ritardo, e solo ai più coraggiosi).
Finge bene e si ripiglia in fretta. “Ma certo!” “Vorrei dirti una cosa…” e qui mi viene il tono del bambino timido che parla al telefono con Babbo Natale. “Dimmi”. Non si sforza di simulare interesse.
Ok, lo show è iniziato ed io dico la mia parte: “Ti ricordi della festa dello sportivo?”. “Sì”. Indifferente, come sopra.
“Ti ricordi del nostro incontro nello spogliatoio, suppongo”. Tono compiaciuto. “Certo”.
“Hai fatto centro”. Le parole sono giuste, ma devo aver parlato troppo piano perché lui risponde: “Eh? Non ho sentito!”. Allora, troppo ad alta voce, urlo: “Hai fatto centro!”. “Io faccio sempre centro”. E qui mi arriva una cascata di supponenza. Ormai esasperata, gioco d’attacco. “Nei hai messe incinta tante?”.
“Scusa?” Finalmente la sua sicumera è stata scalfita!
” Sono incinta”.-
 

Ecco, questa è una situazione in cui nessuna sedicenne vorrebbe mai trovarsi, in particolare con dall’altra parte del cavo telefonico uno strafigo palestrato con un cervello grande quanto un’arachide. C’è anche da dire che le cose però si fanno in due e forse è meglio pensarci molto, molto prima e con tanta attenzione.
 
In questo romanzo Annalisa Strada affronta un tema piuttosto difficile da proporre a dei dodicenni, ma è giusto che possano vivere anche queste storie attraverso i libri.
Temi difficili, solitudine, paure, figure genitoriali discutibili o meno, una scelta difficile da prendere, da cui dipende non solo una vita.
 
Lettura da 12 anni
Giunti
€ 8,90
 


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Bella e Gustavo

“Bella e Gustavo” è il nuovo romanzo di Zita Dazzi, pluripremiata giornalista de “La Repubblica” e  scrittrice per ragazzi, che ci racconta la storia di Nino e Petra, quattordicenni in procinto di iniziare le scuole superiori, che durante l’estate si imbattono in un clochard, Gustavo.
L’uomo gira con un carrello della spesa pieno di sacchetti di plastica per portare sempre con sé tutti i suoi averi ed al suo fianco, Bella, la sua cagnetta. “Ruvido come la spugnetta per grattare i piatti, gentile come un muro di cemento”, Gustavo un giorno scompare e Nino e Petra, a cui ha lasciato la sua piccola amica a quattro zampe, non si danno pace finché non scoprono cosa è successo all’anziano uomo. Una bella storia di emarginazione sociale, ispirata ad una storia vera, per scoprire come, a volte, i pregiudizi e la cattiveria umana possano superare i limiti della ragione.
 
Zita Dazzi presenterà il suo libro lunedì 24 marzo alle 11,00 al padiglione 33 della Bologna Children’s Book Fair #Nonditeloaigrandi
 
“Bella e Gustavo”
Il Castoro Edizioni
Lettura da 12 anni


€ 14,50

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Il mio nome è Danny Hope

Danny Hope, un nome che sembra nascondere un destino: la speranza. Ed è la speranza che suo padre torni da lui quella che Danny coltiva, giorno per giorno, nonostante tutto e tutti. Nonostante sua sorella sia indifferente alla mancanza della figura paterna, nonostante Big Dave, nuovo compagno della mamma, sembri una brava persona, nonostante papà, ora famoso conduttore televisivo non risponda alle sue email e finga di non conoscerlo nemmeno quando lui si intrufola in studio. Danny non si scoraggia e continua a sognare ad occhi aperti di suonare allo spettacolo scolastico per suo padre, perché a quel punto lui non potrebbe fare a meno di essere orgoglioso di lui, ma le cose non sempre vanno come vorremmo. Un romanzo di formazione, a tratti ironico e a tratti molto amaro, perché, a volte, la verità è difficile da digerire e altre volte, forse per non soffrire, ce ne costruiamo una su misura.

Il mio nome è Danny Hope di Lara Williamson
Da 11 anni
€ 12,90

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